Pechino ed il futuro delle Olimpiadi

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Usain Bolt

Usain Bolt

Le Olimpiadi di Pechino vanno in archivio con le tante polemiche che le hanno precedute ma anche con i tanti successi sportivi e sociali che le hanno accompagnate.
Le polemiche sui diritti civili in Cina o sulla qualità dell’aria a Pechino non sono certamente sparite, anzi i Giochi Olimpici sono stati l’occasione per portare ancora di più questi problemi all’attenzione di tutto il mondo.

Non si può negare che queste Olimpiadi sono state un successo: dal numero record di atleti in gara, quasi 11.000, allo spettacolare stadio olimpico di Pechino, il Nido d’uccello, all’incredibile organizzazione cinese, sino alla nascita del fenomeno Usain Bolt. Tutti ingredienti che possono indicare queste Olimpiadi le prime di una nuova era, anche se quelle invernali di Torino nel 2006 avevano già tracciato un percorso.

Le Olimpiadi di Pechino aprono anche una nuova via digitale, quella della condivisione delle emozioni derivanti dagli eventi sportivi tramite i social network.
Le grandi agenzie mondiali di marketing hanno già analizzato molti dati provenienti dal Web e la tendenza è chiara: MySpace, Facebook, Twitter e qualsiasi social network dovesse nascere, saranno lo strumento principale per distribuire i contenuti dei grandi eventi sportivi.

Attenzione però: la distribuzione non sarà più dall’alto al basso. Sicuramente i risultati, le foto ufficiali, le interviste saranno ancora rilasciate nelle modalità tradizionali, ma saranno sempre di più gli scatti dalle tribune, il racconto dell’attesa per l’evento e la voglia di commentare qualcosa che forse in televisione non si è nemmeno visto.
Questa tendenza dovrebbe essere sfruttata anche dagli eventi più locali, che possono trovare visibilità per la manifestazione e per il territorio che la ospita con canali molto più accessibili che in passato.

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