Londra, inspire a generation

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Si sono chiuse le Olimpiadi di Londra e l’unica parola che si può dire è: successo.

Partiamo da lontano: quando il Comitato Olimpico ha annunciato il claim “Inspire a generation” in molti avevano tacciato gli inglesi di presunzione. Invece hanno centrato in pieno l’obiettivo perché l’entusiasmo, l’empatia e la capacità di coinvolgere gli spettatori sono stati sicuramente un esempio soprattutto per i giovani.

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Londra è una città più bella e funzionale dopo le Olimpiadi. Si, è vero, hanno vissuto gli ultimi anni nel caos, perché non è facile ristrutturare la metropolitana, costruire nuovi impianti ed aggiornare le altre infrastrutture in una metropoli come Londra. Ma ora ne godranno i benefici e questo si era capito già nelle parole entusiaste di molti atleti che sono rimasti letteralmente shoccati dalla funzionalità e dalla bellezza dei campi gara, uno su tutti quello da Beach Volley in pieno centro.

Ma Londra ha centrato anche un obiettivo non facile: le Olimpiadi portano un saldo economico positivo importante, cosa che non è accaduta in tante altre edizioni. Segno che tutto è stato preparato accuratamente e che la scelta di Londra è stata più che centrata.

Oltre a tutto questo, sono state Olimpiadi anche baciate dai grandi personaggi sportivi: da Usain Bolt a Michael Phelps, da Kobe Bryant ed il Dream Team di basket alle stelle nascenti del nuoto come Miss Franklin. Sono state anche delle Olimpiadi fortunate anche per la spedizione italiana, con tante medaglie e belle storie da raccontare.

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Infine, se Pechino 2008 è stata la prima manifestazione sportiva “digital”, le Olimpiadi di Londra sono state la consacrazione dei social network, non solo per la condivisione delle informazioni tra gli utenti ma anche per il contatto diretto con gli atleti.

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