Italia e Francia insieme per il turismo?

Turismo

Della edizione 2009 della BIT, Fiera Internazionale del Turismo, abbiamo già fatto un breve resoconto, ma ci vogliamo commentare uno degli eventi forse più emblematici della Fiera.

Abbiamo partecipato, allo stand dell’Air France, ad un’interessante conferenza stampa nella quale ministro francese del turismo Hervé Novelli e il sottosegretario italiano al turismo Michela Vittoria Brambilla hanno annunciato un accordo tra Italia, Francia e Spagna per integrare le rispettive offerte turistiche.

BIT2009 Italia Francia accordo

L’obiettivo delle tre nazioni è di “fare squadra” per contrastare i nuovi flussi turistici che guardano all’Oriente e al Sud America. Sinceramente siamo rimasti stupidi dalle motivazioni addotte per tale accordo e siamo molto scettici sui possibili risultati.

Abbiamo sentito parlare della possibilità di costruire percorsi eno-gastronomici comuni tra Italia e Francia, cioè fra due nazioni che sono cortesemente avversarie sui vini, sui formaggi e su altre prelibatezze culinarie.

Abbiamo ascoltato di possibili vacanze sulla neve tra i due versanti delle Alpi, cioè di accordi tra Italia e Francia che si sono sempre battute per una supremazia, anche sportiva.

Senza voler polemizzare su quanto ci è stato raccontato, forse prima di fare accordi forse ci si dovrebbe chiedere perché nazioni come la Spagna, la Francia ed ancora di più l’Italia non riescano da sole a contrastare le nuove mete turistiche, potendo contare su un’offerta unica. È una questione di prezzi? È un problema di infrastrutture? C’è una mancanza di nuovi servizi digitali? Cioè perché non “ce la potremmo fare da soli”?

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