L’evoluzione degli Australian Open

Eventi, Sport

Nel palinsesto sportivo, il mese di gennaio è monopolizzato dallo sci e dagli Australian Open di tennis, il primo Gran Slam dell’anno. L’edizione 2017 è molto attesa, visto che due dei grandi protagonisti, Roger Federer e Rafa Nadal tornano dopo diversi infortuni e quindi da non favoriti.

È questo un evento sportivo che genera visibilità per l’Australia e flussi turistici? Assolutamente si e grazie a Sport And Tourism, il nostro progetto sul turismo sportivo, recuperiamo qualche informazione storica su come è cambiato il torneo.

Australian Open, uno Slam?

Quando si pensa ai grandi tornei, la mente va subito a Wimbledon o al Roland Garros, gli Australian Open sono stati storicamente lo slam con la storia meno prestigiosa. Questo perché, soprattutto tra gli Anni ‘40 e ‘60 era difficile parteciparvi, per via della lontananza dell’Australia. Inoltre si giocava sull’erba e con un montepremi più basso rispetto agli altri, quindi molti grandi giocatori lo escludevano dal proprio calendario.

Questa tendenza proseguì anche negli Anni ‘70 ed ‘80, tanto che nel 1976 Mark Edmondson vinse il torneo nonostante fosse il numero 212 del mondo, un record negativo ancora imbattuto.

Inversione di tendenza

Gli Anni ‘80 hanno visto una decisa inversione di tendenza, due tennisti top come Mats Wilander e di Stefan Edberg si dividono le vittorie.Gli organizzatori ascoltano i giocatori e anche gli spettatori, portando dal 1988 in poi dei cambiamenti che trasformano il torneo e lo fanno decollare.
Innanzitutto il torneo viene spostato all’attuale Melbourne Park, struttura più moderna che si è sempre rinnovata nel tempo. Inoltre la superficie diventa un cemento veloce. Nel 2008 cambia ancora la superficie, diventando ancora più veloce, ed il torneo raggiunge la consacrazione.
I top player iniziano ad essere presenti costantemente al torneo ed il progressivo ammodernamento degli impianti è un’ulteriore spinta.

Ora è il top

Oggi nessuno dei top player si sognerebbe di escludere gli Australian Open: impianti iper-tecnologici, servizi impeccabili, sponsor di primo livello ed un montepremi ricchissimo. Negli anni 2000, tranne due eccezioni, tutte le edizioni le hanno vinte i cosiddetti “Fab-four”: Federer, Nadal, Djokovic e Murray.
Nel 2012 si è giocata la finale più lunga della storia dello slam, quella tra Novak Djokovic e Rafa Nadal ed il torneo ha registrato il record di 700.000 spettatori.

Quel continente australiano che fino a pochi anni prima era così lontano, sembra avvicinarsi anche per gli spettatori. Le compagnie aeree ed i tour operator hanno costruito pacchetti anche per pochi giorni, in modo da consentire agli appassionati di vedere il torneo. Oppure lo propongono come estensione di tour più lunghi.

Come scrive Sport And Tourism, game, set e match per gli Australian Open.

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